a volte sono gli uccelli

di fernirosso

geninne

colori di primavera a santa fe

.

che ti portano strane cose alla memoria
quel loro volare basso dentro il cielo
dentro ogni stagione come se la morte e la vita
fossero aria che si respirano a vicenda e
noi     tutti  noi  qui
come moscerini o mosche che loro sputano o inghiottono
una migrazione continua noi le cose   con cui ci si addobba o ci si veste
anche la gente che ci si porta o si trattiene  accanto
un attimo la mano di qualcuno di cui si sa appena il nome
mentre il resto non conta non serve sapere
è tutta una selva di storie racconti di carta di lettere trascritte
bianco su nero o viceversa una corsa
dove il tempo non conta  è come il crescere dell’erba
per tutti la stessa dimora o una serra di memoria
per altra storia fatta  solo di materia

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