s’interra

di fernirosso

 stanley fung

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l’acqua e le ombre
che dentro quella
grida il cielo calano
a questo orecchio gravido del tuo
corpo appena nato e già  fattosi
largo dentro il mio
passo  fermo un fermento
zolle senza riparo   rompono il  mio guscio
un sipario spalancato il tuo volto azzurro
un cielo pregno il tuo sguardo cieco
e la tua bocca  sole
del mio latte bianco un liquido nevario
cedersi reciprocamente concedersi
senza altra voce se non questo corpo
che dall’universo  si scala per ascendersi intero

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