scorci per un disegno

di fernirosso

stephanie martin

.

I

mattina avida di sole
è  un soffio la tua voce
il vento la inghiotte
la mia gioia la ricuce
e formiche
mi pizzicano di luce
mi scalzano i piedi
in mezzo a tanta pace

.

II
.
sei venuta lentamente
da tempo  le cose mi muoiono il corpo
uno sguardo malato che resta ferito
senza eredità di luce
tutto il giorno sono rimasta in attesa
di te delle tue chiare ombre
per potere di nuovo
alla fine vedermi

.

III
.
stavo dormendo
tu   premuto da anni
dentro il mio petto
e il mio occhio guercio
non toccava
quei giorni   minuti
dell’infanzia la voce
in tante forme lasciata
viva dentro le stesse cose

.

IV
.
preparo il colore
lo spremo dal tubetto nuovo
di acrilico e
mi pare d’essere nata
senza lutto la luce
brucia si espande allaga
mi lega al suo fascio d’onde
entra in me si sfuma
dentro ogni cosa dentro ogni ramo
del mio stesso sangue è vita

.

V
.
nel pomeriggio passa ancora il vento
si riconosce la sua voce ha un odore
di mare mentre si mescola ai sussurri lievi
del bosco che spalanca le sue ombre
fino alle porte della casa
e io ascolto
lo ascolto mentre mi pulisce l’occhio
l’orecchio apre i guadi ai miei sensi

.

VI

e mentre non guardavo
presa com’ero a studiare la parete
dentro in casa si è fatta strada
una lucertola
era vivo il suo colore d’erba
e il suolo del suo ventre
una squama di roccia
gironzolava lenta circospetta
come se tra i miei colori messi a terra
ci potesse essere una dimora anche per lei
o forse era una lucertola artista
perché si è divertita a zampettare dentro
una terra d’ombra appena sciolta in un piattino
lasciando soffici impronte sul muro
tanto che ho lasciato la sua firma al mio disegno

.

da Altri luoghi della voce e della luce

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