mi alzo presto

di fernirosso

esa riippa

esa riippa-a

.

quando il buio pigia da fuori
in questo piccolo ingombro
di corpi separati nelle stanze
di tazze appese ed altre stoviglie
tra carte e cartoline di luoghi mai visitati
mentre l’odore del primo caffè
risveglia anche la luce
e l’alba viene tenera come
una volta si affacciava mio figlio mia figlia
sulla porta della cucina
per dirmi di non andare via
di non andare fuori

fuori erano necropoli perdute tra le nebbie
basse dense fitte costipazioni di silenzio
e
una sabbia fine fine
sottile  impalpabile respiravo
l’umido riverbero dei campi
dentro il fantasma dell’unica fabbrica
visibile a chilometri di distanza
per quel camino alto altissimo
senza mai un segno di fumo
senza voli intorno di uccelli
né di aerei a portare meraviglie
solo

silenzio
un immenso silenzio
saturo

 

 

Advertisements