aspetto

di fernirosso

toni demuro

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ho aspettato tutta la notte
e il giorno dopo ho fatto lo stesso
piegata in due non ho visto il momento
in cui tu arrivavi e la mia vita passava
c’erano così tanti occhi
un sacco di gomiti e altri piedi
sopra le mie impronte
e se tu mi hai stretto per un po’ la mano
non me ne sono accorta
ero in attesa e inattesa la mia vita
per un miracolo del venire
mi metteva dentro un sacco
dentro il ventre acqueo di mia madre
l’unica che ho sentito vicina
l’unica che mi ha veramente
amato e mi ha lasciato
al confine del silenzio
lasciandomi  le mani legate
e non ho potuto afferrare
chi mi passava accanto
nessuno ho potuto riconoscere avevo un occhio
chiuso dal dolore per non sentirla
vicino dopo essere stata giorno e notte
alla finestra a guardare la luna che le gravitava intorno
ad ascoltare che qualcosa mi portasse
la sua voce oltre la mia paura
ed è stato lì che devo essermi persa
là che devo aver perso qualcosa della mia
storia  mi sono messa
in attesa
nella sala
d’attesa aspetto
come se un miracolo potesse
coprire la distesa oltre
quella porta
chiusa aspetto
che qualcosa o qualcuno
mi strofini sugli occhi
il suo straccio
di verità fatta su misura
per cibarmi
di una briciola saziarmi
di una goccia dissetarmi
mentre pigiano dall’alto
una sabbia pesante
una rabbia divorante
che tutto sbrana e la mia bocca
non è più
non è buona per dire
nessuna parola
non può pronunciare
nessun miracolo verbalizzare
una sillaba sola comporre  scomporre

i n a t t e s a

non c’è altro
da fare niente da imbrogliare
se non questa parola che
mira
l’orizzonte dentro la bocca
cala
la notte
cola
la sua voceco
è già inverno
dentro
la mia gola

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