oggi chiudo adesso basta

di fernirosso

 

chiudo il telefono e resto
piacevolmente insensibile
alle chiamate di chi non conosco
pronto?
pronto?
  c’è qualcuno qui dentro?
non risponde nessuno
io attacco
il telefono non è proprio una finestra
non basta un cenno per farti capire che
tu senti

e mi senti?
allora cosa lo chiedo a fare
pronto chi parla? chi parla?
non c’è nessuno
dall’altra parte non c’è
una casa
una voce
vera la registrazione di una segretaria telefonica
una segregata registrata

mi sente? no,
non sento!  non sente niente?
no, niente di niente

e non mi serve nemmeno coraggio per chiudere la telefonata
so che non perdo niente di cui la mia esistenza non possa  fare senza
al telefono il massimo che ti chiedono
è la stipulazione di un contratto per una linea fast ma non food
l’acquisto di  surgelati o gelati slow  e snow
o prodotti oleari da…un posto qualsiasi in un paese mai visto
dove tutto è contraffatto camuffato a-variato
altre volte ti chiedono se vuoi
comperare  biglietti di un teatro
per uno spettacolo
di beneficenza che costa
più di un qualsiasi altro teatro dell’opera

mai che ci sia qualcuno che ti chiama
anche per sbaglio
e poi ti chieda scusa del disturbo
che attacchi un bottone anche piccolo
raccontandoti il suo nome
il desiderio di parlare con carla o filomena e
e sentendo che ha sbagliato ti dica
mi scusi non l’ ho fatto apposta non volevo disturbarla oggi è anche domenica
e lei è stata davvero gentilissima ad aver risposto
senza seccarsi  e dando una battuta in controrisposta

a volte sembra che sia l’aldilà a chiamarti
quasi qualcosa volesse
alleviarti il dolore di stare dalla parte sbagliata
quasi volesse rimetterti in piedi e farti stare
tranquillo senza chiederti informazioni
senza domandarti cosa vorresti adesso o cosa vuoi fare d’estate
se ti piace il nuovo residence hotel o il camping  per natale
tutto si fa distante in ogni comunicazione
tutto è un’onda anomala una s.p.a. che ti trascina da un’altre parte
dove non senti nemmeno quello che dici in risposta
non solo la domanda

ti senti sempre più  piccolo e inutile
qualcosa che passa di sfuggita solo un bagliore
e tu ti vedi e vedi il mondo
con la coda dell’occhio vedi che  gira  e continua la sua capriola
fino a quando  sparito sei sparito anche tu
e non puoi più afferrarlo
il bambino che eri è cresciuto
il suo sogno è sparito
sei diventato questa invisibile forma
sei l’insensibile  fatto che  ritorna

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