in falsetto

di fernirosso

gunther von hagens

mano cuore

.

e solo con un filo
di fiato ad agio con te
converso    abito   scritto a rovescio
che non  leggo per  e s t e s o
corpo mio costume carnevalesco
in un monologante diario
rendo contando in me il tuo tempo
perché cieca da subito segnata dall’amor-
te ogni ora attendevo alle gioie che il cuore
e le sue  linfe in sorte circolando  seminavano feconde
ancora in sordina prima e poi esplodendo  tutte
le tue rose  rosse anche le gardenie fino a quel basso esistere
resistere in scala
ridotta sotto le assi dell’essere   noi quei semi
che muoiono e cambiano involucro
e senza accorgersi ramificano  te
corpo   del mondo involucro di un teatro   che si fa
scena  dolcissima di svago e impermanenza i sogni
spiritati fantasmi  in fiammate emotive che  spesso
hanno brillato queste tese funi del sangue e  le ossa  la carne
bianca  fattasi più accorta  tra le tradotte
lettere di ogni lingua  penne che insieme hanno scritto non parole ma guizzi
e pesci balestra  in caccia per tutti i ruscelli e i fiumi
di questo fulvo fondale un mondo fresco e  umido l’oceano dei suoni
dove naviga ulisse poggiandosi al suo omero e l’acqua su cui camminò volando
un dio fattosi uomo per ogni lettera sacra fattasi un uccello di lettura che  vola
via tra le onde oltre il tumulto senza riscatto
in cui  in me e dentro il tuo occhio
nudo si chiuderà   alla fine questo vecchissimo  mondo.

 

 

 

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