fuori

di fernirosso

dietro il vetro la sera che sale
è solo un richiamo in cerca di qualcuno
in ascolto
anche il vento che fischia
fortissimo e
a me sembra
che chiami proprio il mio nome
poi due tortore forse in amore
che dicono cuore cuore cuore
che ascolto solo io
in un continuo fragore di auto
lungo la via principale
che rade i muri delle case
e lascia graffiti di nero smog
nessuno cammina
tra quei segni
nessuno chiama a gran voce qualcun altro
o grida forte a quel cielo un chiarissimo
ti amooooooooooooooooo
in quel cielo così carico di nuvole
disegnate con l’arco e le frecce
con le righe sbeccate e grandi curvilinee
sporchi di china e carboncino
c’è un cielo cancellato che nessuno guarda più
lo hanno tutti nel computer
fatto di pixel e la gomma che ripassa lungo i bordi
è un cielo di gesso elaborato in photoshop
tutto pulito anche quando sembra infausto
con richiami stagionali di colori e telai di neve
ma non ha più quel cielo
soffi di sabbia portata da lontano e soffioni dei pioppi
profumi essenziali o pestilenziali prigioni di odori
è un cielo sempre morbido anche quando
è ruvido di freddo
irto di aculei fatto di ghiaccio delle tante morti sempre ai confini
non è più un cielo arcuato che scende fino alle radici
mie nostre del fiume  e del prato

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