limo in una creta umana mi sveglio

di fernirosso

olaf hajek

olaf hajek-

 

 

limo in una creta umana mi sveglio
ad una solitudine molto rumorosa
l’acqua che sgola il cielo
l’uccello della pioggia che becchetta il mare
che solca la riva che riga la storia
il fiume che incunea una curva più scura
e più dura la morte silenziosa vi nuota
la voce di tutte le correnti
che canta il dissidio tra denti
acute memorie che il vento vi infiltra e
addensa nei polmoni in blocchi
di silenzio prigioniero
del buio molle oscuro
rosso insicuro nuvoloso sonno dell’errante
senza suono il ricalcato desiderio caduto da un puerperio
di stelle un funebre canto un ingoiato testamento
né tregua né trapasso
conclude la commessa in questa terra incerta e senza altra fiamma
che un te stesso che bruca quel seme nella gola
quel seminato velo d’ombra
una lebbra a fior di labbra
la parola

.
nel vano della parola

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