tra te e me

di fernirosso

nessuno
come ieri
anche oggi
nessuno è lo scoglio
è la lingua senza scopo   volto
il nome   senza corpo
il tono dello scherno il font dello schermo
il dubbio incistato la zecca
sulla capra in cui si aggrappa
il sogno
non più un  inciso sulla pietra dura
e amaro
il senso cupo
ogni derivato  è tutto
e minore e fragile sono comunque disposti al lutto
senza civiltà e culto
senza cultura che regga il presagio
già a lungo sciolto nel prospettato inganno
questo secolo ciarliero e ciarlatano
che si traduce in una fuga di lacchè
tutte le parole al muro
le hanno fucilate
altre prostitute
le hanno già insabbiate
in fosse scure senza futuro
nemmeno quello dei comizi o dei mercati
con dovizie di spergiuri e altri vuoti
a perdere in lascive forme  tempo
su altro tempo che langue in questo gorgo
senza propizio affanno nemmeno salto o un sussulto
per un eros capovolto

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