tra virgolette

di fernirosso

una forma capiente
la parola gravida e un  tondo
vuoto   che accoglie il mio
niente    di meglio su tutto

al fronte perdura la guerra
come dire dappertutto
è l’occipitale maniera
di restare a rassettare
i cassetti di un memoriale
in cui noi siamo ancore
senza salvezza e ci opponiamo
alla nostra dipartita

una partita doppia giocata di fendenti
sciabole di numeri perdenti
pendenti zeri e sciagure sulle nostre vite
le teste già inforcate alla paura
i desideri con le gambe divaricate
come grasse vecchie prostitute

e un filo di colonia
tutte le genti della storia
appassite per una essenziale
drammaturgia della gogna
una sezione multimediale
una scuola digitale e
qualcosa che brucia
tra le scapole
un sole tra tutte le  ombre
un’enciclopedia di morti da sfogliare
mentre tutto intorno cede qualsiasi volontà

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