inutili parche

di fernirosso

aperture della pelle i fori
delle parole i pori
c h i o d i
sul muro dei baratri
chi ascolti e afferri  chi
attendi e chi aspetta noi
oltre le porte
che sbattono deboli e  forti
versi di legno appuntati sulle scapole
dei deboli le lance
senza salvataggio i porti
gli orli degli orti
le scritture insonni
e li inchiostri di eremi
selvatiche battute
foreste ventre dell’ignoto
giorno in cui tu
infinito in un attimo
mi facesti

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