passavano

di fernirosso

 

 

ricordo che passavano passavano
passavamo insieme il gate
mettendo il piede nell’altra riva cancellando tutto il prima
per quella terra che volevamo chiamare casa
in dodici milioni
attraversammo il varco
dodici milioni le anime
migranti in una coda senza fine di nodi
di storie  di speranze e paure
lusinghe seminate in quei sentieri
d’ospedale e corridoi di raccolta dove molti
restavano a morire
in attesa di un passo tutti di un permesso
da uno con il camice bianco
che decideva per un sì o per un no
se solo
ti credevano diverso
infetto
un cervello non intatto
se solo eri completamente solo
e nessuno per te aggiungeva un gesto
un richiamo un segno
poco più di niente che era comunque tanto
per tirarti dalla propria parte per tenerti accanto
e farti sentire che c’eri riuscito
che non saresti rimasto
come prima  un fantasma senza terra
ancora un nessuno
senza uno straccio di promessa

*

ai miei migranti che per ellis sono passati senza più fare ritorno

 

 

 

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