per frammenti il cuore

di fernirosso

 
agisce le sue cure o la scure
alza per vibrarla
quando ti sporgi sulla pietra levigata
in ascolto di ogni sua vigilia
e  quella voce vorresti
essere  quello scroscio
un’incrocio d’acque
e territori di silenzi
ombre risucchiate dalla corrente
elettrica una eco
lettura di ogni mia lettera e sillaba
case mobili e sabbie di luce
dove mi ancoro ad un bordo
nel sasso che è la mia forma
un passaggio di parola
che ancora non sento
annidata come una luna in un alto cielo
divago abbozzando un passo trascorro
rimettendo me in me stesso
segreto labirinto
di fontane dove il mio piede ascolta
senza più costruire risposte

 

 

 

 

 

 

nel vano della parola

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