quando penso ai confini

di fernirosso

 

sento di trovarmi inevitabilmente
ai limiti estremi del mio corpo
con fine e medium
tra me dentro e
il mondocorpo che mi avvolge
tuttointorno una finis terrae
che è una ferita profonda
mai rimarginata un’ala
in cui il mio essere si cala
in un itinerario di polvere e caligine
bruciate emozioni dei sensi
tutti gli incontri e i riflessi
in cui mi è sembrato di possedere
il segreto di un deserto largo quanto tutto un cosmo
una tempesta e un delirio una discesa e un’ascensione
bruciante d’amore
che mi ha spellata viva arsa addirittura

ma è proprio quella
sofferenza che mi ha ferita
ad essere diventata l’artefice creativa
invece che una lama
o una clava una provocazione
per cercare di discendere dentro la vita
salendo in alta quota l’everest
di ogni piccolissima storia
e apice della  notte in me àncora  misteriosa

 

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