non perdere il filo

di fernirosso

riappropriarsi attraverso la narrazione
di ciò che in vita è andato perduto
coltivare ciò che si è
legando a noi chi ci ha portato
ad esserlo
fissando per sempre ogni gesto
ogni volto ogni luogo
sulla pagina che noi siamo
senza edulcorate parentesi
affrontare la vita quale è
senza privilegi una lotta
che spesso facciamo combattere ad altri
dimenticandoci  dove e come
siamo venuti al mondo
tutti ugualmente bambini
in paesi che ci appaiono meravigliosi
città e territori in cui in un solo giorno
si possono sentire tutte le lingue terrestri
gli alberi le erbe i fiumi le piogge
le rocce la sabbia il mare
e tra tutti il vento il tuono
come lingue di un unico immenso
luogo microcosmo atomo
di una grafia curata dagli astri
in uno zoo celeste di cui siamo
immagine e anima
tempo di una luce mai perduta
che raccogliamo tra una riva e l’altra
dentro questo alveo d silenzio
che è il nostro abito cosmico

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