con precisione indicami

di fernirosso

 

dimmi chi
da un fiato ha lavorato i nostri corpi
nel taglio del fuoco
e nella pelle dell’acqua
chi camminando in mezzo al vuoto
dal suo  pugno ha lasciato cadere
sillabe chiare facendone astri e lune
il sole che di notte si accende
dentro le grotte in mille e mille delle nostre vite
addormentate in un’orda di sogni le vie che cantano
sotto l’impronta dei nostri passi di sabbia la storia
che tutti ci declina
raccontami chi è stato
a sollevarsi la veste  per trarre dai fili
gli aquiloni del vento le musiche delle api
e di tutte le  montagne le crode
nelle corde dei ghiacci nei seracchi dei respiri di tutte le bestie

dimmi chi ha seminato in cielo
sparpagliandole con gli astri
queste terre facendone memorie d’amore
e quando qualcuno il primo tra noi
di cui non ricordiamo il nome e l’aspetto
è  spuntato lungo la curva dell’orizzonte
e in una  valanga di giorni ha rovesciato la sua vita
tra cartocci di  polvere
ed echi di silenzio
e dimmi chi  per ingordigia ha sbranato
la sua stessa carne dimenticando
che chi ha fame ha bisogno di vita
e chi ha dimenticato che tutto è un riflesso e
ciascuno dell’altro lo specchio
dimmi chi si è nascosto dietro la schiena degli altri e
non visto pronuncia scheletri e convoglia la morte.

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