tutto è fermo

di fernirosso

cristina finotto

cristina finotto

 

 

 

stabile ogni casa
a fatica respira dalle bocche delle finestre
un sale amaro l’aria che brucia
è una scure pesante sui vecchi
che immancabilmente spariscono
barricati dietro i vetri
al buio delle stanze
tutto fermo anche il rumore delle strade
si è come congelato
in percorsi distanti
come a seguire l’orda dei gitanti
affacciati al mare senza più un nome
senza profumo
senza fiori che ricordano senza cadaveri che galleggiano

come è possibile?
vivere bruciando
di tutto questo gelo
muoversi attorno ad un asfittico comando
non pensare non guardare non ascoltare no
non sentire che un piacere epidermico
e
mettiti anche tu
in fuga da te stesso

fruga con le mani
per trovare almeno un pugno
di cervello e tuona un tempo
che sia reale dentro la tua faccia
coniugalo davvero il verbo fare
essere funziona solo quando
si mette in fuga la parola sordida
sorda a tutto quanto ti apostrofa

stagioni in forma di secoli
trascorrono ogni attimo davanti ai nostri occhi
e tutto quanto sembrava essere
o essere sparito
è la nostra notte oscura
che brucia corpo e anima
in una fossa permanente
di brutalità mai conclusa
nemmeno la polvere che si deposita
basta a coprirne l’infamia
nemmeno la faccia di luna
che si riscrive di luce dentro un cielo pesto
di bestemmie    basta
non serve più calpestare la stessa impronta
serve rompere il guasto del calco
serve inventarsi una luce diversa
che faccia chiarezza su tutto quanto
ancora non sappiamo perché ancora
ottuso e muto resta di questa scena il male

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