natante

di fernirosso

carlo adelio galimberti- la nave dei folli

Carlo Adelio Galimberti-la nave dei folli

 

 

 

questa terra inanime di altre anime
rimescolanti funzioni con finzioni
fazioni variazioni e autocitazioni
meccano del commiato
dell’inesorabile perdersi
di tutto quanto non è
che vacuo vano di un viaggio
senza meta che gira e  rigira
inizio con partenza
una nave crociera
con cerimonia funebre
di stelle e vagiti
echi e  conversazioni di neonati
assordanti e tetri
giochi di potere una nave
un forziere dove forzato è tutto e tutti e non è il cerimoniere
dove chi canta ha un tempo preciso comunque e tutto subisce scacco
matto e la conversione del suono rima
con un tuono di esercito
a bordo trovi di tutto
e tutto si vive e si rappresenta vivere
una parodia di ciò che è data
quanto la vita  misurata in scadenze che non rivaluta
estraendo humus da terra e dalle ossa memoria
c o r a l i t à  di una folla di
forme ora bestie ora uomini
ora verdicanti boschi
ora malfermi deserti
luoghi del disincanto
del pozzo e del cosmo
un logoro trofeo di un feto di buio e  un arpeggio
delle furie una sequenza che varia l’onda
e differisce la sonda
ma perpetua va maturando
solo se stessa in questo viaggio che io
tu lei lui
noi scrivi-amo
mentre altri scrive adamo
e laggiù nell’alto
del mare vedi affondare l’ava di eva
l’ultima schiatta
di questa ingloriosa  regia camuffata da un potere sordido
e sordo senza prestigio e senza na(rra)zione
un piatto abbordaggio
ad uno specchio
opera che si riflette e non è
che (s)fondo.

 

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