vieni

di fernirosso

kozo izawa

Kozo Izawa (9)

vieni ancora
ci sono giorni che ti chiamo
perché non sento dentro di me
il rumore della tua distanza

ti chiamo come fossi dietro la porta
vieni  ti dico
vieni scalza e senza paura
attraversa queste notti
calde  e irrespirabili si affacciano lungo le mie impronte
così sotto i piedi stanchi  sentirai
il fresco della mia pelle pronto ad accoglierti
gli abiti caduti
in terra  fioriranno
questo nostro incontro
cresciuto tra le scapole dei nostri desideri
oltre tutti i significati che gli altri
inevitabilmente daranno
noi cadremo in terra sopra una luce di seta estratta
direttamente dai tessuti della luna
addirittura sarà proprio lei la sillaba che appoggerò per prima
sulla tua bocca come fosse un bacio l’ultimo
in una lingua appena conosciuta e senza altro bisogno
che la voglia di trovarti
tu muta la mia voce in acqua e nuota
fino alle profondità mai navigate
da nessun altro fiume o ramo o luce
conta le mie spiagge più lontane e
spoglia riaprimi in te come una rima sola
che nuota segretamente ancora
fino alla tua fragile impronta

vieni risali la mia attesa
vieni e riscrivi in me una nuova partitura di suoni
scrivimi come sola tu sai fare mia lieve
mia terra amorosa

 

 

 

Annunci