la lingua dello scambio

di fernirosso

andré maynet

andré maynet muro2

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l’hai sentito?

l’hai sentito cadere?
era il peso che ti portavi addosso
la parola
che ti pietrificava
eri tu
in un tonfo
senza poesia eri tu senza altra memoria
non ti eri  accorta
d’essere già morta?

 

*

la patria?

non ho mai saputo cosa fosse
la leva è stata una continua carica
a me stessa e dentro la vita
pronta a combattere i desideri
in armi contro i sogni
in terra solo il mio piede
e qualche squarcio di sole
dentro la testa
non potevo calzarmi
figurarsi abitarmi
mi figuravo certo
in un crollo
navigando nottetempo
dentro un disegno di piombo che affiora
dai respiri dove dio non viene a trovarmi dove io
sono un gelido tramonto su un campo
di  linguaggi incomprensibili
.

andré maynet

andré maynet 16

 

fare a brandelli la memoria
in quarti il tempo da battere
sulle mani e la lingua fredda
un ghiaccio  scivoloso

*

l’anima non si vuole arrendere
non vuole rendere l’illusione di non esserci
qui dentro questo corpo che come lei
non ne vuole sapere
di questa farsa che non si compie
fino in fondo nebbia e grandine
un sole opaco un vetro smerigliato
insomma
impossibile vederci chiaro fino in fondo

*

tutto il latte che ho versato
tutto il fuoco che ho spento
tutto il mio arido scompormi a cielo aperto
mi portano alla fine
solo quando la fine vorrà venire

*

diritto e libertà
sono scritture  da inventario
la catalogazione dei font
con cui li hanno impressi sulle carte
non consentono  di leggerli
di eleggerli a presente
troppi giorni e troppe  cancellazioni e cancelli
entrambi senza scelta senza speranza
senza una forma e un corpo
sono la realtà di una ghigliottina affilata
dove dentro la botola    spaccatta
rotola la vita

.
andré maynet

andré maynet — un sphinx et Lou

.

cantieri di bisogni
officine di divertimento
fabbriche del tempo perso
questo il convoglio
questa l’armeria del nuovo mondo

*

 

indizi?
quanti indizi bisogna ancora illuminare
per far brillare questo involucro di mondo?
il mappamondo resta lo stesso giocattolo
nelle mani di un neonato senza memoria

*

in forme
il pensiero sguscia
dietro angoli di altri
vuoti
tacito
le parole
in presse
le labbra
le assottigliano
fino a farne
aria
.

andré maynet

andré maynet 15

.

scrivere?
per chi per cosa?
non mi sono già letta e riletta
cancellata e rinchiusa
in ogni segno un attimo e un gesto
ho liquidato la mia rupe
l’antico è come sempre una secca
di polvere

*

voci oltre nella stanza accanto
e fuori dalla finestra
entrano senza invito
dentro il tuo orecchio
ti camminano la testa e
si accampano sotto la tenda
nel tuo sangue ripetono si ripetono
scavano canali di scolo
dove corrono soli
s(t)uoli di eco

.

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