corti

di fernirosso

susan seddon boulet

susan seddon boulet

 

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metraggi di stoffa emotiva
macchiati d’inchiostro
incisa di saliva
una pelle pellicola scrittoria
tra prospettive non viste sentinelle
di tutto quanto  sfiorisce
intoccato in una terra di mistero
sempre un inizio e un ludico incantato vagheggiare
nell’apparente andare
involucro a noi stessi insignificanti
mezzadri di un tempo che ci fa briciole e con una lama a  serramanico
incide la lingua lasciando scorrere dal sangue  tutta la rabbia
l’acuta febbre che agita il corpo facendone un teatro di sconfitta
un tempo gli uomini
pensavano che si sarebbero reincarnati
in qualche modo ripristinati in altre storie raccontati
in quell’inutile esercizio del disuso che è dire
tutto quanto è vacuo

 

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