così leggera

di fernirosso

virgilio cavalet

virgilio cavalet-luna-e-spalti

 

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così precisa
appare la luna nei suoi cicli
solitaria quanto le cime dei tetti
come le vette delle montagne
e gioca la luna fra le nuvole e le ombre
senza fine in quel  solitario
si nasconde poi esce di nuovo s’infratta tra le tenebre
e a nulla valgono i richiami dei poeti o di chi canta
lei così languida non cede a nessuna lusinga
non è avvezza la luna alla nostra confidenza
dei silenzi è maestra e di misure infinite
la profondità della sua casa è la misura della veglia
non sogna come noi la luna cala cresce
volta la sua lama di luce
in un linguaggio  sapiente costruisce la favola
di un tempo che nasce germoglia i semi solleva il mare e gli oceani
da un capo all’altro misura questa terra e nel suo infinito
splendere allunga le desinenze degli astri

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