tra i sambuchi e le ortiche

di fernirosso

f.f.- colli euganei

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il tempo tesse ancora qualche fiore
cercano la luce
mentre il fitto del bosco dei colli
si fa sempre più scuro
poi quando all’apice dell’autunno
già  senti l’odore della neve
rare si fanno le bestie in cerca già ora
di una tana sicura in attesa che di nuovo
si approssimi un tempo di sole
ingenui vagano solo gli uomini
alla ricerca di stupore
un cielo stellato o un prato giallo di crochi
e lenti quasi silenti le rose selvatiche
bisbigliano segreti dagli ovari maturi
anche se ormai pochi conoscono
erbe e fiori radici del campo le gemme medicamentose
solo a pochi svelano i propri misteri
i lunghi cammini dei sentieri
mentre i primi rosei rossori dei ciclamini
offrono la loro fresca presenza a chi passa
sui cigli dei boschi qualche fungo ancora
si azzarda a mettere fuori la testa credendosi salvo
dal non essere decapitato
ancora la menta e i ciuffi del timo
sollevano nell’aria carezze di profumi
come respiri più rapidi e pungenti per chi stanco
ha perso il passo del cammino
per dono  l’ultimo fieno  quasi senza fretta
pronuncia con grazia di essenza
la parola casa   con voce tenerissima
facendo di questo giorno un tempo
di ascolto un lungo pomeriggio  chiaro quanto un perdono

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sulle spalle del Venda- 25 settembre 2016

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