apro la porta

di fernirosso

.

e
la vedo
c’è l’altra
la vecchia
incorrotta
casa dell’infanzia
emana suoni
voci di uccelli tutte le pareti
il bianco della calce tintinna
conchiglie e cantilene di quarzi
le travi svertebrate
spalancano il tetto
come da una grande voliera
salgono lente le tortore
e con loro persino mio padre vola
in basso accanto al tavolo
mia madre è il noce del suo ventre
lavora il pane
e anche le sue mani cantano
profumi e melodie per richiamare
tutti noi lontani
dobbiamo nascere un fuoco
che bruci le distanze e
sentire in quel fruscio di brace
qualcosa dentro noi
che arde  di pace

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