non so davvero non so ancora

di fernirosso

ana ventura

ana ventura-planetaana ventura-sos

.

chi abita le profondità del mio buio
se un tempestoso pianeta
o giungle di intricate e selvatiche
giornate di pantani che si fanno oceani
e gli occhi foglie in fogliami di quadretti
dove la mia cellulosa si fa polpa e concentrica
ride la mia storia
senza coscienza di tutto quanto è
suo corpo di tutto scienza
e tempo in cui si modula lo spazio
corroso notte e giorno da una oscurità
sempre più densa o delusa e
fitta come una pelliccia di una bestia
sconosciuta che la giungla misura con richiami
ed echi in grandi ragnatele di suoni e maglie di passi
vegetali tensioni equilibrismi e sconfinamenti
tra amore e solitudine
tra desiderio e ignoranza
un effimero corto
metraggio di una voglia mai estinta
tra i palmi delle mani una misura
di questa radice di sangue
dove la terra inscrive tutto
e tutto declina nel gesto
del suo cielo chiuso

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