del mondo alla fine

di fernirosso

foto di scena- louder than bombs

3

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solo un mondo di  parole
come sabbie mobili
sullo schermo disegnano
un destino di atomi in un letto
digitale  un territorio che rende anonimi
un continente di savane e deserti
dove artificialmente
tra righe (di) scure
c’inventiamo agricolture di anime
nomadismi di pensiero scritture
cammelli di desiderio
che a lungo risparmiano
l’acqua del silenzio divorando le piste antiche
per trasmigrare in un nord inabitabile e alieno
rovina di quanto in ogni essere è magico
un paese che si muove sull’orlo del disastro
esibendo le sue penne di struzzo
oro e avorio cavato dal sangue di altri
nel budello di montagne che sono magma di vulcani
e oasi scavate tra le pene degli uomini
un balletto macabro in cui non c’è carisma
di chi inscena la danza e
toccato l’apice del movimento crolla
come una qualsiasi storia in un mercato
di avare mercanzie
parodie di tutte le nostre miserie
lasciando che il deserto avanzi
passo dopo passo
sull’ombra delle nostre orme
mentre per gioco
la luna rincorre l’ultimo topo
che cerca affamato un po’ di cibo tra le stoppie

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