e se fosse alla fine

di fernirosso

stacy martin -il racconto dei racconti 

stacy_martin-in-tale-of-tales

 

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arrivata l’ora          scendere
dentro i locali        dispersi
dove la gente         si trova
per altri vincoli     l’ angusto
augusto piacere dell’ascolto
tra un bicchiere e l’altro
tra una stretta e l’altra
la parola che si accolla
la fatica di essere
te o me e non teme
d’essere scordata
rapita o rapinata
clandestina va in giro
appiedata e si siede per terra
a volte  su fogli di carta avvolta
dove una gru piegata su se stessa
ad origami   vola
una rana
salta
un uomo     sogna
anche per queste  piccole strade di carta
al buio del suo occhio dove c’è un sole
che non ringhia come adesso
e ti sbatte addosso i remi di un lavoro senza futuro

forse è venuta l’ora
per questa poesia da mercato
di farsi bestia o addirittura meno ancora
e stare in terra senza giri
senza raggiri dire il pane il latte la corrente
di una storia che sembra non avere fretta
sta dritta qualunque mezzo adoperi
anche ruzzolando
sotto il capestro la sua testa
c’è qualcosa per cui rivive
e clandestina si rimette in marcia
serve un leone da caccia
serve una corda viola
per andare sopra la nuvola di ogni storia
serve una scarpa sola per andarci anche  zoppa
saltando dentro la vita che è l’unica scuola
ed ha una sorte che gira e gira
e poi si posa e tu l’afferri
una volta almeno una volta
anche una volta da sola.

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