rotto

di fernirosso

.

la terra   un piatto
un coccio frantumato io lui
uno e l’altro
matto un reale   virtualizzato
senza altro corpo che quel vitreo
gioco dello sguincio
virale un guadare     altrove
lontano    senza capire
senza cogliere    il fiore
ogni mano   un secco     ramo
l’amore un palato  e un labbro    segnato
l’acqua che di lava
seguita a scortecciare i paesi
del dolore    un dolo la gioia   senza casa
noi tutti
seduti al confine
oltre la linea di noi stessi
smarriti

 

 

 

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