c’è una palude

di fernirosso

hannah battershell

hannah-battershell-unexpected

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dove parole annegano immagini  al fondo di noi
si dileguano
tra navigli del sangue
ombre adibite a depositi di paure
ossessioni forme
di cui non sappiamo
la sostanza che pure circola libera
nella mente
senza nostro ascolto e controllo

poi un giorno capita
qualcosa affiora
prende forma e noi diciamo
di aver trovato qui
lungo una strada
dietro un cancello
dove niente si muove davvero
qualcosa che è il nostro    ieri
un autunno
nuovo di immagini
costruite dietro impalcature sconosciute
alberi  maestri o suoni  echi grida
che credevamo persi
lungo la strada trascorsa
e sarà questo
un altro inizio o un altro
indizio per soffiare sulla polvere bianca della memoria
percorrere i campi e le alte scarpate delle nostre catene
sentieri tra alte montagne scoscese
dove s’intrufola un segno
tracciato di nascosto
da un righello instabile
e un pennino incerto

andremo e andremo
come dentro i margini di un sogno
tra i lupi dei ricordi i giganteschi
castagni avviluppati come mostri o fantasmi  le querce
e incontreremo come in uno scivolo che non possiamo
fermare persino i morti
lì dentro quei margini
che sono il nostro corpo
fattosi largo e oscuro di rami e freddo
un cimitero di cimeli mal riposti segreti
si agitano come la vegetazione di quel bosco

muta resterà ogni voce solo l’immagine
galleggiando pronuncerà orecchiabili frequenze in alternanze
di senso e noi comprenderemo
cosa siamo
e un attimo dopo
dimenticheremo
come svegliandoci da un lungo sonno

al risveglio tutto
sarà uguale a prima eppure
tutto sarà diverso

 

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