l’inquietudine

di fernirosso

 

un teatro di quinte
dove il ricordo si perde e
niente si distingue
la prima volta i miei più vecchi amici
o per lo meno quelli che pensavo       amici

amici
un gioco di secchielli e specchietti
l’uno conferma che l’altro esiste e
nessuno lo vede chi sei
chi è non  lo sa dire né pronunciare

il primo giocatore
è stato il cuore
nella sua bizzarra battuta
monotona
e quello scardinarsi
tachicardico della passione
che subito complotta
la tua morte
perché ti accendi e ti spegni come un’insegna
che non ti spiega nulla
non fa luce non attraversi te stesso
nella scialuppa della parola
sempre resta lontano
il nostro io sovrano
e

gliel’ho detto ad alta voce
fottiti
sei solo uno
sciocco
sei un vento di scirocco
che sforzi sono i tuoi
se io che sono te
non riesco mai
a svuotarmi in un tu?

Annunci