ogni tanto ci ritorno

di fernirosso

le parole non bastano
non costruiscono  il posto di quelle immagini
le forme modellate da chi li ha attraversati
e ancora è lì quel corpo
materia viva del luogo
il giardino e i campi
umidi di azzurro
le pietre dialoganti
senza necessità dei nomi
li riconosci quei corpi
senti  dove  in te
si tengono nascosti
come alberi dentro la nebbia
o erbaggi immersi nel liquido cuore dell’acqua
e sei anche tu quell’erba quell’albero
sei la nebbia che si è attaccata alle foglie
al fondo dei prati e  la storia
la tua  storia   è solo polvere
in un sipario  trasparente
diresti  di serre

 

 

 

 

 

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