viene

di fernirosso

attraversa la finestra
viene a sdraiarsi sul letto

risale il mio braccio
si allunga curvandosi sul corpo
è quasi niente
in questo grigio polveroso
in questo autunno che mi porto
chiuso
dentro questo batticuore silenzioso

viene e lo sento il suo tepore
ha un tocco irripetibile
niente riesce ad essere così
penetrante come un raggio
un minuscolo raggio di sole

la luce  il calore la misura del suo essere
presenta intorno a te ma anche in te
tutto quello che non pensavi esserci perché
quando viene e pronuncia il suo nome senza dire nulla
tu vivi prodigiosamente
ti senti ricco
improvvisamente sai che sei vivo
sei tutto e niente può essere inutile
persino la polvere che hai intorno
è come una polvere d’oro
sedimento del cosmo
anche se è solo fuliggine
e tutto quanto non aveva una nome
quel pennino di luce lo scrive
e voce per voce
un nuovo atlante del sentire fluisce
così rapido così pieno
che ti senti allargare da una sommossa di suoni
e una vertigine ti prende
senti che sei tu
quell’universo sei tu e la finestra e la luce e le voci
quel terremoto su cui ti reggi in piedi
ti sembra un miracolo
ti pare impossibile non crollare
in quella estrema postazione di benessere

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