chi mi conosce

di fernirosso

non sa
non sa nulla di me
del mio poco filo teso
a sgozzarmi
giorno dopo giorno
a rinascermi
attimo per attimo
intingendomi di pena
il pozzo del mio stagno
mio sangue raffermo
mia cantilena dello strazio
e mi avvolgo
e nasco
nel buio del fondo mi sfascio
dove l’acqua è un gorgoglio
scintilla  scompaio
miasma e mollusco affondo
miracolo l’essermi
ancora accanto

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