forzare me stessa

di fernirosso

spingere la chiave
sfasciare la serratura
in direzioni inedite
abbandonare i passi
cercare
cercare
cercare
ovunque i corpi
vuoti
di senso i giorni del mondo
ambiguo festeggiamento di questo vacuo
esistere sfuggendo
proprio a se stessi in ogni tu
in cui mi guardo
falsamente precisando
argomentando quel minuscolo intorno
in cui mi accampo
cercando un nascondiglio
a chi frequento
in cui vedo e riconosco
le mie stesse paure le ossessioni
e la mancanza di coraggio
persi freneticamente in un linguaggio
che ci ingrana in un congegno
senza altro scopo che una guerra
un continuo attentato
a quel grumo di bene
acquatico
che  ci marcisce in corpo

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