le voci

di fernirosso

william ropp

william-ropp

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disperse   nella stanza   hanno preso corpo
poi all’improvviso
sono volate via
ne ero sicura
se ne erano andate
volate altrove portando con sé
qualcosa di mio
e mentre me ne stavo a pensare
una donna si avvicinò al mio letto
accudiva di solito sua madre
senza smettere di piangere
come se  fosse sempre
in procinto di morire
invece mi parlò con grande mio stupore
di una figlia in mezzo al mare
tra burrasche e onde alte
era per lei che piangeva
per non averla saputa trattenere
lei persa notte e giorno
a curare quella vecchia signora
che le permetteva di sopravvivere
con una pensione modesta

mi domandai perché mi raccontasse
dei suoi fatti privati
non avevamo niente in comune eppure qualcosa
mi balenava tra i pensieri
perché anch’io avevo una figlia in viaggio
ma non me ne curavo troppo
ero certa che lei non avesse bisogno
che la pensassi e che anzi si sarebbe sentita più libera
se non mi impicciavo
ma c’è un mistero di sicuro nelle nostre vite
se le cose ti capitano proprio in precisi  momenti
è una perfezione incomprensibile

una specie di sonata tra le nostre vite
che trattiene tra le righe il ritmo delle nostre storie
facendole brillare per un attimo
in una solitudine magnifica unica  a permettere
di aprirsi e finalmente capirsi

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