mi guardava

di fernirosso

con la bocca spalancata
ciondolava la testa
annuiva
io in silenzio
attonita ascoltavo
quello  sproloquio spaesante

qualcosa come
da un sentimento
nascente in chi
guardando un disegno
riconosce a malapena se stesso
ma vede
sì vede e gli altri lo confermano
che si tratta di te
sei tu quella figura
 che ancora non ti dice niente
eppure senti
che ti  scorre dentro
e discorre
con differente apostrofo la lingua
di un 
quadro
oppure è solo un ritaglio
di una copertina
stinta una te stessa
ancora anonima
in corso d’opera
lo stralcio di un altro
che lavora un tu
in un tempo segreto

 

 

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