strade e strade

di fernirosso

estranee terre inospitali
impediscono di mettere radici
generando un nomadismo
fisico ed esistenziale

migra la gente
in modo uguale
da ogni casa parte lasciando
un pezzo di sé in un vano
che è il vuoto
luogo in cui risiederanno
nel proprio essere votati all’inferno
un fallimento presagito
senza ritorno che tutti sentono
i nuovi emigranti
che vengono da un altrove sconosciuto
e i nativi che sperano
che l’altrove sia uno spiraglio
in grado di rompere il destino
e capace finalmente di regalare
quanto la storia nella terra che li ha messi al mondo
propone

una storia di amicizia e di amore
che nel fondo di noi tutti è la storia di un riflettersi
di destini e desideri nello stesso specchio
ed è l’unicità del vivere
dovunque dispersi eppure uniti
da piccole storie che sono storie  di vita
manomesse da altri
uomini   disegnati artificialmente
da poteri che sono finzioni
di un essere che non c’è
ed è funzione di un volere
che rapina e strappa
quanto di prezioso la vita tratteggia
un comune diritto di sopravvivenza
fattasi ormai lotta di chi va e chi resta
nel rispetto e nel ricordo di chi ha ceduto
la propria volontà o la vita stessa

 

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