un libro d’acqua

di fernirosso

le mie  viscere un guazzo
androni e oscuri recessi
i pensieri di magma
la poesia di un corpo
che arranca
in geometrie di senso
e falso pudore
con cui mi espongo
a questo poco sole
inverno che mi scrive la faccia
identica regola
sparizione e  assenza

di questo sono fatta
goccia per goccia
un’acqua insatura

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