iniziai

di fernirosso

giovanni pernazza

giovanni-pernazza-5

.

stando  fuori di me
quando sono nata uscii
e continuai a farlo
credendo che fosse oltre
il luogo da raggiungere
a cui dirigermi
pensavo mentre sognavo
confondevo
i miei passi con tutti gli altri
erano un tappeto di radici
senza identità
senza corpo il mio non era più
il mio corpo era
una vicissitudine intera
una terra della perdita
e la memoria testarda di possedere
qualcosa qualsiasi cosa
in cui vedermi
su cui guardare un riflesso tra i tanti
mi accecava
e io senza più un abito
senza più un corpo
senza più
un suolo di suoni
per famiglia le voci
lontane piovevano
le parole chimiche delle  rocce
la toponomastica dei colori sulle colline
la gelosia irascibile dei fiori e la sintonia delle erbe
amate tutte creature di un murale disegnato tra me
e l’incerto dialogo magnifico
dove l’errare è un balzo dentro la morte

Annunci