quell’anno fu un inferno

di fernirosso

winter-scene.

.

per più motivi  l’inverno venne
all’improvviso
senza preannunci
come la malattia di mia madre
senza clausole
senza possibilità di patteggiamenti
cadde il futuro appena disegnato
e così tanta neve che dovetti montare
le catene sin dalle prime ore alla mia testa e alla macchina
a quella cosa che sarei diventata in quel freddo che mi occupava
e poi le lasciai montate per settimane per la vita
tutte le mattine dovevo portarla all’ospedale
per terapie che l’avrebbero scarnificata
come gli alberi che si spaccavano  per strada
scheletrita per quel male che nessuno aveva visto
che nessuno aveva pronosticato
era un gelo da morire
ho indossato tutte le stagioni
in quegli ultimi mesi che le restavano da vivere
sotto le maniche delle giacche
nascondevo le mie paure
lungo le guance mi disegnavo i migliori sorrisi
lei faceva lo stesso con me anche se io credevo
d’essere l’unica a saperlo    lei mi nascondeva una doppia verità
lo scoprii qualche tempo dopo la sua morte
lo teneva ripiegato quel foglietto
dove tutto era scritto in chiaro
come una data precisa a cui sopravvivere
per me perché non mi pesasse ancora
la sua scomparsa.

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