ho cominciato a scrivere

di fernirosso

roberto kusterle – sogno

roberto kusterle_sogno

 

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per non perdere i luoghi
dentro di me così fragili
e distanti
le scarpate delle strade i fossi e gli argini
come montagne invalicabili quando il tempo frana
quando i giorni  si ammucchiano
infoltendo i loro rami di altri segni
un’intricata foresta    i mesi     gli anni
che mi scendevano il corpo
in continui naufragi e perdite
dei miei primi attimi
l’amicizia con la terra
che in gola mi metteva nidi
e ora     era senza più uova e
voli    alti sopra le corti di sole   le crepe
sulle facciate di case ormai straniere
quasi una  forca la memoria divarica la forcella
e innesca la sua fionda penetra la sua piccola granata
affonda dentro l’angusto territorio
della mia vecchiaia
incolta sulle spalle trae i pesi dei luoghi
le cimature degli alberi
le siepi gli orti un sentiero  interrotto
sui cui più volte mi è crollato addosso il tempo
e la vita si è allargata in un cupo lago
recintato da pietraie aguzze
ruderi i ricordi in un continuo restauro di strutture inutili
perché non serve un tetto  una  lamiera basta
per passare la notte se la vita è un temporale e nemmeno la luna
ti accoglie e niente riaffiora in quell’antro che è l’androne di una casa
dove abiti ora ma tutto sta stipato
in un ripostiglio senza aria senza luce
un luogo senza sentieri da percorrere
dove non sei affatto contento di esserci
perché i ricordi di ieri ti mangiano e  i ricordi di oggi si frantumano
in un niente    così che a te non resta altro
che un vuoto
deposito di polvere    tuo unico  specchio

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