spazio

di fernirosso

 

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largo un luogo senza recinto
tondo un uovo che cova la nascita
e tutto è sempre il crepuscolo
e la morte non logora
ma sfila le sue mille morbidezze
le sue tante e fondamentali tessiture
spazio spazio
ho così tanto bisogno di spazio
persino da me stesso
dai miei pensieri
dalle favole e dai calcoli
dai mille tentacoli che vorrebbero
trattenermi in uno spazio senza distanza
mentre è proprio la distanza l’unica
capace di ospitarmi
e mettere te davanti a me
nuovi in dilatazioni di respiro
in frantumaglie di confini
in altre periferie di noi stessi
dove grandi    magnifici    gli alberi
mettono radici dentro i nostri fiati
e  ai piedi di  noi stessi vette come vertici
di una  vertebra dorsale
finalmente soglia di un silenzio
che va disegnando in sé quel nuovo
mondo ancora in pellegrinaggio
custode dello spazio

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