tutto in fila

di fernirosso

 

tutto infila  quel prodigioso ago col suo filo d’inchiostro
nel chiostro del cosmo di cui ogni cosa è abito e corpo
l’estremo raggio nel cavo di un occhio
eterno un mobile che accavalla le ere in ore
e docili sulle estremità delle dita
le rende per noi parole
anche quelle più lontane
quelle che dovrebbero essere estranee  straniere
le rende testo di un corpo di abissi
una carta sublime scritta con versatili rime
un soffio lascia nel cuore e nella bocca  una salita
silvana    una schiena di piume
dove le stelle bruciano le loro labbra umide di luce

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