didattica della dissuasione, di nuovo dimenticare

di fernirosso

aexandra dvornikova

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dismettere quest’ansia
di dover contare
di menare i giorni verso un divenire
di dover campare
disordinare l’avere
disorientando altrove l’essere

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aexandra dvornikova

aexandra dvornikova

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dire poi dire ancora e di nuovo
disarcionare le poche certezze
differire il desiderio
diradare il pensiero farsi
diabolici oggetti che
distruggono l’attimo
disattenzione e disamore l’osso
di una drupa che pesca il tuo differente seme
diapason e diesis le parole suonano
dissonanze che nessuno segue

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aexandra dvornikova

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disordinare l’ego nella parola che si guarda da
dietro e non sa cosa sia quel fiato grosso sulla schiena
dissenso e diedro dove piano ogni prospetto
dichiara obliquo il suo segno
diurno e notturno il disambiguo approccio
dissoluto il silenzio di solito sperso in disdicevoli
diritti e doveri come se qualcuno in un apice qualsiasi potesse
dirsi padrone e regoliere

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aexandra dvornikova

aexandra dvornikova

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una ditata sul vetro e un dittico
disteso sul foglio
dismisurano il mio cedere in un
dittongo mobile l’impronta di un indice

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aexandra dvornikova

aexandra dvornikova

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disarticolata quest’ora che disfo ogni attimo
disordinando il tempo disorientando me stesso
dicronica magia di credere che sia questo il
dictat dettato

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aexandra dvornikova

aexandra dvornikova

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disatrosa distrofia del pensiero
dipinge e diletta se stesso

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aexandra dvornikova

aexandra dvornikova

 

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dilato e diluisco
disilludendo me stesso dentro il gioco
diafana la vita passa senza mai
dimorare abbastanza in ciascun corpo

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aexandra dvornikova

aexandra dvornikova

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di sordine e granate le parole
dilagano il vuoto infestano
dinastie di insetti e magie di brusii
diniego il mio starmene chiuso in un
ditale di metallo toccando appena il fondo del
disastro

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aexandra dvornikova

aexandra dvornikova

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dietro davanti per segreti portali
discriminando ogni silenzio ogni rumore
dipanando il guizzo delle acque
dirompendo sul duro sasso delle ossa
dinnanzi a noi l’orrido dissemina
disincanto e nessun altro dono
disporrà domani avaro infisso in un chiodo

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