case piccole

di fernirosso

archigraf

archivio-fotografico

.

e cose di pochissimo conto
poi a distesa i campi gli orti
e bambini come uccellini
la violenza della grandine

la morte

eppure
nel palmo duro di questa miseria
come in una miniera suonano
voci che mi tengono in piedi
radici di confidenza
con il tempo    di cui la vita ti allatta
parole di legno da bruciare in una fiamma
di presenza  l’assistenza reciproca per le piante e le bestie
per tutti i viventi  perché sono tuoi simili
e anche per i defunti che non muoiono mai
e ti vengono a toccare nel fondo della notte
la stessa cura per la terra e la parola non detta
cresciuta selvatica tra il fondo dei fossi
dove riposa la pioggia e distese di erba medica
dove corre la lucertola  e li vedi guizzare
i tuoi pensieri sono nuvole
e s’impigliano tra i rami
sono muri da cui senti respirare
un mondo di travasi nell’infinito andare
tra le fasce delle nascite e   gli strappi  dei corpi
tra disadorne strade arse dal sole e
la guida incerta del cuore.

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