tutto quello che so

di fernirosso

vancorbett

val corbett- lepre-e-gazza

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tutto quello che so

tutto davvero
non l’ho mai scritto in un diario
quello che so
non è mai quello che sono
quello che sogno è una spiga
che sgrano
piano piano
sono
un’intera variopinta agricoltura
da vicino diresti che sono normale
pane e acqua qualche noce e anche un fico secco
la stessa fame la stessa sete
una mandorla di dolore e dieci
spaventapasseri piantati dentro il cuore
una ridda di pensieri
tra gli orecchi e i lembi sollevati
di un foglio come un prato
d’erba disseminato di nomadi e stanziali
istanti di tempo isolati che cantano
ariette spaccano ciocchi lavorano i calti degli occhi
fanno di me legna da ardere
raccolgono animali immaginari e
accudiscono quelli veri
intorno a noi la vita
è un tavolo tondo tondo
un segno che tratteggia un sogno
recita un teatro di ricami e reduci
territori da cui affluiscono destini e uomini destinati
vola dentro un tappeto di granaglie
un solo paese annodato sul dorso
senza rumori senza muri o barriere
inondazioni di spore umori e un corso di polveri lievi
vento
di grano un fermento
continuo un progetto in corso d’opera
una focaccia e una lettura per ogni seme nato
nella campagna di una vita
attentata da miracoli
e spettacoli di verdi e bruni
radici e rovi nuvole in stormi
passeggeri e passeri in loggione
illeggibile un copione dove forse è scritta la strada
per tornare a casa là dove siamo nati
nella luce in cui siamo cresciuti
noi pietre vive e orme
come torme di fiori
desideri mai sgualciti dentro quei chicchi
di grano che ancora mi germogliano la mano

31 dicembre 2016- aspettando che si faccia giorno

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