barbaramente gridata una voce

di fernirosso

desiree dolron

desiree_dolron

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come un esercizio sul dominio della luce
ritrae subacqueo
il volto di bambini adulti
mentre l’ora galleggia con gli occhi chiusi
come un’acqua lattiginosa
ricreando da quei  corpi vuoti
embrioni sfuggiti da un mondo più reale di loro
imperativa la volontà di  dissolvere quel nulla
in riflessi l’acqua questa epoca sfocata
sfociata dal limite dei miti erosi devastati confini
in altri sottili recinti solamente immaginabili

 

capita così di vedere appena leggibile
sopra fascicoli di terrore
un imperatore vuole spegnere le storie
di questa umanità che chiude il libro delle sue braccia
vive   una terra guasta  infestata di orrori
non ori nei vasi del sangue brilla
il quadrante di secoli immobili
gabbie in cui stiamo reclusi
mentre qualcuno sulla fronte
inietta un chiudo di buio
e sulla nuca interra un cimitero
tra cancellate    impronte dormienti
evasi sospesi in tempeste di atomi e
inutili nomi con cui editiamo
le mani finché sul dorso tatuato resiste solo
uno schizzo simbolico  di quelle vite
altrove   volate    come uccelli colpiti
da una sassaiola di alfabeti scolpiti
infetti fratricidi  di ore morte
questo viaggiare nei vimini dei libri
vuoti   mosè sulle acque  non arginano il presente
si fanno scudo di un oracolo   senza luce
un cieco   ieri   orfano

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