lontana

di fernirosso

antonio palmerini

antonio-palmerini

 

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sta sempre lontana la terra
anche quando l’abbiamo sotto i piedi
e la calpestiamo   lo facciamo per pensieri
il gesto di guardarla osservarla addirittura scriverne
e non certo per lei ma per salvare noi
le nostre case e i rari affetti di cui siamo capaci
c’è qualcosa che offusca sempre
il nostro occhio e noi ospitiamo l’ombra di noi stessi
sempre individualmente presi e mai consapevoli da quanto è solo buio
in ciascuno di noi e non sappiamo
dove vive la pietà e la compassione
è un anch’esso un gesto per una donazione di scritture
mai di noi stessi di questo tempo
che ci viene elargito da una vita comune terra
sconosciuta lontana lontana altra
in cui stiamo premuti in una casa di ringhiera
nell’attesa che qualcuno nasca e qualcuno muoia
in un mare di’indifferenza infinita
perché qui tutto  tutto scorre  nello stesso labirintico
gioco scritto da un fuoco che arde il cielo e il ciocco
di questo pugno di terra in aria
enigmatica più che mai prima
quando poesia la sosteneva
chiara una dea possente luminosa
a un’era da qui da questo albergo di fasulli
credenti tutti debitori che ancora chiedono a credito
un pensiero un mistero e lo stesso enigma
lo stesso del primo giorno
di quell’istante a un’ora da cui nasciamo tutti
in un silenzio di passi in un deserto passato
di mano in mano a ciascuno di quelli che si vede al presente
vivo possente e non è che un ramoscello
in un bosco misterioso che non sa cosa sia fragilità
che non conosce il canto degli uccelli le frasi delle serpi
questo radicarsi in cui ogni essere
cerca la sostanza per rinascersi
o forse  il coraggio  per abbandonarsi
togliendo peso al tempo che ne misura l’ombra
in tutti i passi

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