la rete e il filo spinato

di fernirosso

.

l’inquadratura non cambia
un chiodo fisso un fermo immagine
dentro il corpo dentro la testa
e una sola richiesta
non mi lasciare chiuso
sono anche io di questa stessa terra

ma non c’è nessuno che ascolta
qui abbiamo dimenticato
bisogna dimenticare tutto per vivere
e tutto si può dimenticare
chi scappa tutta la vita e corre dentro la stessa galera
chi la vita se la vede strappare dalla bocca
e già fugge via  strappando a un altro la sua stessa
perché la vita ripete lo stesso testo
recitato a soggetto una forma dentro un’impronta
per un re mediocre anzi infimo un ometto
che si crede re del tempo perfetto
re dei malintesi e del falso re del doppio petto
da una parte batte il tamburo dall’altro il portafoglio
il re di un tempo perso
a spalare miliardi di soldi come nera merda della terra
senza chiedersi mai come
nello stesso suo tempo qualcuno
qualche miliardo di uomini lui per noia li ha dimenticati
in quel conteggio di palate
e ha ucciso senza vederli e pensarli
esseri viventi a milioni di migliaia
e a colpi di indifferenza perché
il suo minuscolo muscolo senza un cuore per centro
ha un sacchetto di  felicità plastificata come una qualsiasi bistecca
e ancora si tormenta a giocare per le vie del mondo
con giocattoli in scala umana

mentre dovunque qualcuno dice
non mi lasciare
non mi lasciare
non mi dimenticare
non mi ammazzare

se sarò d’aria prima di te tra poco
perle di pioggia ti cadrò sulla testa
rinverdirò ogni foresta
e dentro di te dove non piove mai la vita
là scaverò una buca così profonda
che arrivi fin dentro ogni nostra  morte
e ti abiti  il  corpo come diamanti e oro
luce che accechi la tua voglia matta
dalla pancia alla bocca e niente ti sia gradito mangiare
se non quella foglia viva di milioni di morti
e il tuo regno sarà il reticolo perfetto di un ragno
in un regno che brucia perso
in una solitudine di cristallo
anche tu prenderai fuoco e tutta la vita che ti resta
lunga lunga assai lunga
non potrai che tessere
ognuna delle nostre vite tese tra i rami di una nuvola
larga dentro la tua testa fattasi per te un inferno gelido

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